2010 - Dopo il 19 giugno
Con molte/i di voi sabato 19 giugno abbiamo condiviso la manifestazione "I diritti sono il nostro Pride". Con molte/i altre/i, fuori Torino per vari motivi, l'abbiamo condivisa col cuore. E' stato un momento davvero nuovo e importante. Siamo orgogliose che la manifestazione sia stata un grosso successo, soprattutto perché lo consideriamo un buon auspicio per il lavoro futuro che contiamo di proseguire.
Ci piace sottolineare che per la prima volta donne impegnate in diverse realtà del femminismo, nel sindacato (la Cgil) e nella politica, giovani donne del collettivo AlterEva, hanno creduto in un percorso totalmente nuovo, sulla base di una consapevolezza - fortemente condivisa con gli altri soggetti (Coordinamento Torino Pride LGBT e Collettivo Immigrati Auto Organizzati, Consulta per la laicità delle istituzioni) promotori della manifestazione - che i diritti di autodeterminazione costituiscono la base di tutti gli altri diritti, per tutte e per tutti.
Quasi tutte le associazioni di donne di Torino (quelle che avevano sostenuto la campagna "vota donna") hanno aderito alla manifestazione.
Inoltre, altra novità scaturita anche dalle prime riflessioni fra di noi sul disastro elettorale e sulle prime esternazioni di Cota, abbiamo deciso di riprendere la nostra abitudine a diffondere la corretta informazione.
Abbiamo prodotto e distribuito un primo volantino sulla RU486 "è vero/non è vero", poi abbiamo aggiunto al volantino unitario per il 19 giugno una pagina che spiegava le nostre ragioni. Questi due volantini, anche grazie all'impegno delle donne Cgil, Spi, Fiom, FP ecc. e del collettivo AlterEva sono stati distribuiti in decine e decine di migliaia di copie per le strade, nei mercati, sui luoghi di lavoro, nelle scuole e all'università.
Questo percorso è stato anche una esperienza umana e politica di grande rilevanza, nel quale le specifiche appartenenze e le differenze non si sono sovrapposte ma hanno interagito reciprocamente, producendo scambio e ricchezza di elaborazione. L'attenzione alla qualità della relazione politica che si è espressa all'interno del Comitato 19 giugno - promotore del Pride dei diritti - ci fa credere che questa sia stata solo una tappa, così come volevamo che fosse, di possibili azioni future condivise.
Sabato abbiamo sfilato insieme, tante e tanti con storie, età e modi di esprimerci diversi che si sono incontrati, intrecciati e "contaminati"... E' nostra intenzione, quindi, continuare a lavorare insieme.


