2011 - Contro la delibera: incontro il 6 settembre
Come avrete appreso dai mezzi di informazione, la Giunta regionale ha emesso, il 19 luglio - a soli quattro giorni dalla pubblicazione della sentenza del TAR che accoglieva il ricorso intrapreso dalla Casa delle Donne di Torino contro la precedente delibera che introduceva i volontari del movimento per la vita nell'ambito del percorso sanitario dell'interruzione di gravidanza - una nuova delibera "rettificata" sulla base delle indicazioni espresse nella sentenza stessa.
La sentenza, con ampia motivazione, annullava il Protocollo della Giunta nella parte in cui prevedeva la possibilità di ammettere alle convenzioni con le ASL unicamente le associazioni che possiedono nel proprio statuto il requisito della "difesa della vita fin dal concepimento".
La tempestività con cui la Giunta regionale si è mossa, lasciando da parte impegni ben più urgenti - come la decisione sull'applicazione dei ticket sanitari previsti dalla Finanziaria - è l'ennesima dimostrazione della pervicacia e dell'arroganza con cui il presidente della Regione Piemonte, Cota, persegue "il pagamento" della sua obbligazione contratta con il Movimento per la vita in campagna elettorale.
Questo aspetto è stato sottolineato in un primo comunicato che ha visto unite tutte le Consigliere regionali dell'opposizione (Artesio, Bresso, Cerutti, Manica, Motta, Pentenero), le quali hanno espresso la propria indignazione e si sono impegnate a "vigilare sulla legittimità di questa nuova edizione della delibera, mantenendo come principio di riferimento la legge 194, la tutela dell'autodeterminazione della donna, l'indipendenza dei servizi pubblici a tutela delle persone".
Sulla base della nuova delibera rettificata, che prevede, tra gli altri requisiti, la "presenza nello statuto della finalità di tutela della vita fin dal concepimento e/o di attività specifiche che riguardino il sostegno alla maternità e alla tutela del neonato: in assenza del presente requisito soggettivo è sufficiente il possesso di un'esperienza almeno biennale nell'ambito del sostegno alle donne e alla famiglia", e in accordo con le nostre avvocate, Mirella Caffaratti e Arianna Enrichens, pensiamo di dover proseguire nell'azione legale di contrasto a questo provvedimento, coinvolgendo altri soggetti sia collettivi che individuali.
Ci sembra però evidente che la sola azione legale non può bastare. Chiediamo a tutti i gruppi, le associazioni, le singole persone di mobilitarsi, unendosi a noi in questo nuovo percorso di lotta.
Invitiamo a una prima riunione per discutere e intraprendere iniziative comuni:
martedì 6 settembre 2011, alle ore 21.00 nel salone dell'Antico Macello in via Matteo Pescatore 7 a Torino.
---------------------------------


