Le donne scoperchiano il Recovery Plan: la nostra cura del vivere

Abbiamo tutte sotto gli occhi e anche nelle orecchie ciò che si sta srotolando con l’obiettivo di arrivare ad un nuovo governo nel nostro Paese.
Per quanto riguarda il PNRR, Piano Nazionale di Resistenza e Resilienza, per il momento ci sono due testi. Il primo di una decina di pagine poi soppiantato da un secondo (con più di 170 pagine). E molto probabilmente è in arrivo una ulteriore terza versione (quella di Draghi).
Con sopra alle spalle e sotto gli occhi (nostri e quelli delle donne del nostro Paese) tutti i problemi emersi durante questa pandemia, abbiamo deciso di leggere e approfondire i testi del Piano Resistenza e Resilienza visto che, come si sa, ha il sapore di una quantità enorme di miliardi a disposizione…
Siamo a dir poco attonite nell’apprendere dall’Istat che lo scorso dicembre hanno perso il lavoro 99mila donne a fronte di 2mila uomini. Ma in che Paese stiamo vivendo?
Siamo comunque e purtroppo molto consapevoli di quanto prevalga la logica della supremazia del mercato, del neoliberismo e del patriarcato e che non cambierà. Lo evinciamo dalle prime due stesure, ma siamo pessimiste anche per le eventuali riscritture.
Abbiamo quindi deciso di approfondire la lettura del Piano e di condividere la nostra analisi insieme alle tantissime donne (di associazioni e singole) che hanno aderito all’appello della Casa Internazionale delle Donne di Roma (Percorso della Magnolia). Infine ne abbiamo sottoscritto il Manifesto: “Non c’è più tempo. Per il pianeta, per il nostro mondo, per le nostre vite. Noi siamo la cura”
Abbiamo anche parallelamente lavorato con un gruppo di donne femministe che si sono impegnate all’interno della rete nazionale Società della Cura.
Società della Cura e percorso della Magnolia sono due realtà nazionali molto intrecciate fra di loro e questo ci fa ben sperare in una grossa ripresa delle lotte delle donne.
Come sopra citato abbiamo accompagnato l’adesione della Casa di Torino alla Magnolia e al gruppo di lavoro femminista della Società della cura con un nostro contributo scritto. L’abbiamo intitolato “Lavoro e Lavori” .

Casa delle Donne

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